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Dicembre 1, 2025
Febbraio 26, 2026

Impianti dentali per chi ha la parodontite? Si può

La parodontite non è una controindicazione per gli impianti dentali, ma una condizione che richiede una valutazione specialistica e un percorso personalizzato.
Scritto da Enrico Salvador

È possibile ricorrere agli impianti dentali in modo sicuro con una diagnosi di malattia parodontale? La risposta è: sì, ma con attenzione, valutazione accurata e un protocollo specifico.

Come già ricordato più volte, la parodontite (o più comunemente “piorrea”) è una malattia infiammatoria cronica che colpisce i tessuti di sostegno del dente. Se non controllata, può portare alla perdita dentale. Proprio per questo, spesso chi necessita di impianti ha una storia di malattia parodontale alle spalle.

PARODONTITE E IMPIANTI DENTALI: QUALE IL RISCHIO?                                                    

Il nodo principale nel ricorrere alla chirurgia implantare per chi ha la parodontite è rappresentato da un rischio maggiore di sviluppare una complicanza chiamata perimplantite. La perimplantite è un’infiammazione che colpisce i tessuti attorno all’impianto. È causata da batteri, e spesso è legata a un’inefficace igiene orale quotidiana che, a sua volta, impedisce di mantenere sotto controllo la malattia parodontale, facendo sì che questa colpisca anche gli impianti. Ecco perché prima di ricorrere agli impianti dentali il paziente con parodontite attiva deve essere risanato. Ciò prevede che la parodontite sia diagnosticata correttamente, trattata in modo adeguato e mantenuta sotto controllo nel tempo (per ridurre il più possibile il rischio di recidiva).

QUANDO PROCEDERE CON GLI IMPIANTI DENTALI?                                                     

Considerate le condizioni sopra descritte, un paziente parodontale può intraprendere un percorso volto alla chirurgia implantare solo quando:

  • non sono presenti infezioni parodontali attive
  • l’igiene orale è adeguata
  • il paziente è inserito in un programma di mantenimento parodontale
  • il livello di controllo dell’infiammazione è stabile

In alcuni casi può essere necessario un trattamento preliminare, come la terapia parodontale non chirurgica o interventi di chirurgia parodontale quando indicato.

CHI HA LA PARODONTITE PERDE GLI IMPIANTI PIÙ FACILMENTE?                           

Se i pazienti con storia di malattia parodontale hanno un rischio biologico maggiore rispetto a chi non ne ha mai sofferto, è altrettanto vero che grazie ai protocolli moderni, con controlli periodici e con la collaborazione attiva del paziente le percentuali di successo implantare restano molto elevate. La chiave, dunque, non è “avere o meno la parodontite”, ma come la parodontite viene gestita nel tempo.

IL RUOLO FONDAMENTALE DEL MANTENIENTO                                                      

In tutto questo percorso, sin da subito il paziente è chiamato ad avere un ruolo attivo. In ambulatorio i richiami periodici consentono di monitorare l’infiammazione, intercettare eventuali segni precoci di perimplantite e di mantenere stabile la situazione ossea. Ma affinché la situazione rimanga sotto controllo, a fare davvero la differenza è un’accurata e costante igiene orale quotidiana. Gli impianti, infatti, non sono immuni dalla placca batterica: richiedono la stessa, se non maggiore, attenzione dei denti naturali.

In sintesi, la parodontite non è una controindicazione assoluta agli impianti dentali: è una condizione che richiede una valutazione specialistica e un percorso personalizzato.

Con una diagnosi corretta, una terapia adeguata e un programma di mantenimento rigoroso, è possibile riabilitare il sorriso in modo sicuro e, soprattutto, duraturo.